Le parole che curano: due pazienti del Gruppo Linfomi AIL-FIL premiate al Premio Letterario “Federica – Le parole della vita”

I racconti di Pina Nicoletta De Cicco e Fortuna Inserra, premiati alla decima edizione del concorso promosso da ROPI, raccontano il percorso di rinascita dopo la malattia e il valore della memoria, degli affetti e della speranza.

Si è conclusa la decima edizione del Premio Letterario “Federica – Le parole della vita” 2025, un’iniziativa nata da un’idea della dott.ssa Stefania Gori, Direttore dell’Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella e Presidente di ROPI – Rete Oncologica Pazienti Italia, con l’obiettivo di valorizzare la forza delle parole scritte da pazienti oncologici, familiari e operatori sanitari.

Il Premio è dedicato a Federica, una giovane donna che ha affrontato la malattia con determinazione e ottimismo, continuando a scrivere, sognare e progettare il proprio futuro. La sua storia è diventata il simbolo di tutti quei pazienti che scelgono di vivere pienamente la propria esistenza anche durante il percorso di cura.

L’iniziativa nasce per raccogliere e premiare brevi racconti e poesie capaci di dare voce all’esperienza della malattia, alle emozioni che l’accompagnano e alla capacità di trovare nuove prospettive anche nei momenti più difficili. Le opere vincitrici sono state valutate da una giuria coordinata da ROPI e composta da esponenti del mondo della cultura e dei media, per poi essere raccolte in un volume che custodisce testimonianze di grande valore umano.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Verona il 21 marzo 2026, in un’occasione che ha celebrato il potere della scrittura come strumento di espressione, condivisione e consapevolezza.

Tra i racconti premiati figurano anche quelli di Pina Nicoletta De Cicco e Fortuna Inserra, appartenenti al Gruppo Pazienti Linfomi AIL-FIL, che hanno scelto di mettere le proprie opere a disposizione della comunità dei pazienti AIL affinché possano diventare fonte di riflessione, vicinanza e incoraggiamento per chi sta affrontando un percorso simile.

“Il cammino verso la nuova me” di Pina Nicoletta De Cicco

Nel suo intenso racconto, Pina Nicoletta De Cicco accompagna il lettore nel percorso che segue la remissione da un linfoma, una fase spesso poco raccontata ma profondamente significativa nella vita di chi ha affrontato una malattia oncologica.

La fine delle cure non coincide automaticamente con il ritorno alla normalità. L’autrice descrive con grande sincerità la fatica di ricostruire un equilibrio dopo la chemioterapia: la stanchezza persistente, i vuoti di memoria, gli effetti collaterali tardivi, la paura della recidiva e la sensazione di non riconoscersi più nella persona che si era prima della malattia.

Attraverso un percorso di ascolto di sé e di supporto psicologico, Pina impara gradualmente ad accogliere le proprie fragilità come parte integrante della nuova persona che sta diventando. Il racconto culmina nel Cammino di Santiago, simbolo di rinascita e trasformazione, dove ogni passo rappresenta la conquista di una nuova consapevolezza: la guarigione non significa cancellare ciò che si è vissuto, ma trasformarlo in una forza capace di illuminare il cammino futuro.

“Non si entra nella stanza di Chiara” di Fortuna Inserra

Nel racconto di Fortuna Inserra la malattia si intreccia con la memoria familiare, il lutto e il passaggio di valori tra generazioni.

Attraverso le pagine di un diario appartenuto alla madre scomparsa, l’autrice ripercorre emozioni, ricordi e interrogativi nati durante il proprio percorso di malattia. Al centro della narrazione emerge il legame con la nipote Chiara, una bambina capace, con la sua spontaneità e la sua sensibilità, di offrire uno sguardo nuovo sulla vita e sulla perdita.

La “stanza di Chiara” diventa così un luogo simbolico: uno spazio di immaginazione, crescita e rinascita, in cui l’autrice ritrova la capacità di lasciarsi sorprendere dalla semplicità delle cose, dalla leggerezza del gioco e dalla forza degli affetti. Un racconto delicato e profondo che mostra come la memoria delle persone amate possa continuare a vivere attraverso i gesti, le parole e i legami che attraversano il tempo.

Il valore della narrazione

I racconti di Pina Nicoletta De Cicco e Fortuna Inserra testimoniano quanto la scrittura possa rappresentare uno strumento prezioso per elaborare l’esperienza della malattia, dare forma alle emozioni e condividere con gli altri ciò che spesso è difficile esprimere a voce.

Attraverso iniziative come il Premio Letterario “Federica – Le parole della vita”, le storie dei pazienti diventano patrimonio collettivo e contribuiscono a costruire una cultura dell’ascolto, della partecipazione e della speranza.

AIL ringrazia le autrici per aver scelto di condividere le proprie testimonianze con tutta la comunità dei pazienti e dei familiari. Le loro parole ricordano che ogni percorso di cura è anche un percorso umano, fatto di fragilità, coraggio, relazioni e nuove possibilità.

I racconti completi di Pina Nicoletta De Cicco e Fortuna Inserra sono disponibili in allegato a questo articolo e rappresentano una preziosa testimonianza di resilienza, trasformazione e speranza.

I racconti si possono leggere ai link qui sotto:

Pina Nicoletta De Cicco – Il cammino verso la nuova me

Fortuna Inserra – Non si entra nella stanza di Chiara